giovedì 22 marzo 2012

i semi di lino

I semi di lino

di Marilia Trimboli e Luciana Baroni
I semi di lino provengono dalla Mesopotamia, ma per il loro valore nutritivo furono utilizzati anche dagli antichi Greci e dai Romani, prima di venire diffusi nelle altre regioni europee. Attualmente vengono coltivati e si trovano in nord America, negli USA e in Canada, che è il più grande produttore commerciale di semi di lino.
Questi semi sono molto simili ai semi di sesamo, anche se le loro dimensioni sono lievemente maggiori. La loro cuticola, che varia dal rossiccio all’ambrato a seconda della varietà dei semi, è dura, lucida e liscia. Per questo motivo, prima di essere consumati i semi vanno sempre macinati, altrimenti non è possibile assorbirne il contenuto.
Essi contengono elevate quantità di minerali (ferro, fosforo, rame, magnesio), vitamine del gruppo B, proteine, carboidrati, acidi grassi omega-3, fibra alimentare solubile e insolubile, fitocomposti (lignani) e antiossidanti, tutte sostanze nutrienti e salutari.
Alcune di queste sostanze contribuiscono a ridurre i livelli ematici di colesterolo LDL e di trigliceridi e rendono il sangue più fluido, migliorando la salute cardiovascolare e riducendo il rischio delle malattie legate all’ipertensione e all’arteriosclerosi (infarto cardiaco, ictus cerebrale).
Inoltre alcuni studi proverebbero che i lignani e l’acido alfa linolenico sarebbero in grado di contrastare la formazione di tumori, di alleviare i disordini della menopausa, di migliorare la salute dell’occhio e di regolare il sistema immunitario contrastando l’infiammazione; la presenza di fibra alimentare solubile e insolubile, inoltre, può contribuire a migliorare la digestione e la peristalsi intestinale, prevenendo la stipsi, e a controllare i livelli ematici di glucosio.
In generale, per ottenere dei benefici nutrizionali e garantirsi la dose necessaria di acidi grassi omega-3 vanno assunti almeno 3 cucchiaini al giorno di semi di lino tritati, che possono essere aggiunti alle insalate, a piatti e ricette, a verdura e altri cibi, sempre a freddo, preservando così l’integrità dei preziosi acidi grassi omega-3 che contengono.

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